La Svizzera deve regolamentare la protezione dei lavoratori in modo indipendente

4 luglio 2018 Comunicati stampa

Il Consiglio federale ha confermato il suo attuale mandato negoziale, nonché la sua intenzione di concludere un accordo quadro con l’Unione europea. Nel corso dell’estate, esso intende discutere con i partner sociali e i cantoni a proposito delle divergenze tra la Svizzera e l’UE in relazione alle misure di accompagnamento della libera circolazione delle persone. Secondo gli imprenditori è essenziale che la Svizzera possa continuare a prendere le proprie decisioni in materia di protezione dei lavoratori, mantenendo così il livello di questa protezione.

Il Consiglio federale ha deciso di portare avanti il dialogo su un accordo per il futuro quadro delle relazioni tra Svizzera e Unione europea. Per permettergli di accertare dettagliatamente le divergenze oggi esistenti sulla questione delle misure di accompagnamento, i partner sociali e i cantoni saranno consultati nel corso dell’estate.

L’Unione svizzera degli imprenditori condivide la volontà del Consiglio federale di attenersi alle sue linee rosse nei negoziati con l’UE e di cercare un’intesa su questa base. La conclusione di un accordo quadro ci assicurerebbe relazioni normalizzate e stabili con l’UE, nonché una certezza del diritto e permetterebbe agli accordi bilaterali esistenti di svilupparsi. Soprattutto l’accordo sulla libera circolazione delle persone contribuisce notevolmente al benessere della Svizzera, come conferma anche il 14mo rapporto dell’Osservatorio, appena pubblicato.

Le misure d’accompagnamento sono una componente essenziale dell’accordo sulla libera circolazione e non devono essere oggetto di negoziati con l’UE. La Svizzera deve poter continuare a decidere autonomamente in merito alla protezione dei salari e il livello attuale di questa protezione non è negoziabile. Le misure di accompagnamento hanno ampiamente provato la loro efficacia nel garantire condizioni di lavoro e di retribuzione solide nel nostro paese.

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