Da oltre 25 anni gli accordi bilaterali garantiscono stabilità nelle relazioni con il nostro principale partner commerciale, l’UE, e contribuiscono in modo determinante all’elevato benessere della Svizzera. Il messaggio sui Bilaterali III ora in discussione rappresenta un passo importante per proseguire su questa strada di successo.
Gli accordi bilaterali: una storia di successo svizzera
Dalla loro entrata in vigore, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Unione europea hanno notevolmente facilitato la cooperazione economica con il nostro principale partner commerciale. Essi garantiscono all’economia elvetica, orientata alle esportazioni, un accesso sostanzialmente non discriminatorio al mercato interno dell’UE in settori chiave quali l’industria, la ricerca, il trasporto aereo e gli ostacoli tecnici al commercio. Allo stesso tempo, grazie alla libera circolazione delle persone, consentono l’accesso alla manodopera europea, contribuendo ad alleviare la carenza strutturale di personale qualificato e a mantenere l’elevata competitività del mercato del lavoro svizzero. La libera circolazione delle persone combina un accesso al mercato ottimale con un onere amministrativo limitato. Nel complesso, gli accordi hanno contribuito alla stabilità degli scambi commerciali, a una maggiore dinamica economica e a una più stretta collaborazione a livello scientifico.
Accordi bilaterali III: proseguimento della strada collaudata e di successo
I datori di lavoro salutano positivamente e sono grati per il risultato raggiunto: dal loro punto di vista, gli Accordi bilaterali III costituiscono un pacchetto equilibrato che garantisce chiarezza giuridica, certezza del diritto e pianificabilità per le imprese, nonché prospettive sicure per i lavoratori. Inoltre, il pacchetto consente di continuare a gestire l’immigrazione in funzione del mercato del lavoro. Allo stesso tempo, i datori di lavoro riconoscono anche i rischi, come la ripresa parziale della direttiva sui cittadini dell’Unione e la ripresa dinamica del diritto. Ma questi rischi sono limitati perché non vi è alcun automatismo e le eccezioni – in particolare per quanto riguarda la protezione salariale e l’immigrazione – sono chiaramente definite e quindi garantite dal diritto internazionale. Con la clausola di salvaguardia esiste inoltre uno strumento regolato da utilizzare in caso di emergenza.
I datori di lavoro chiedono un’attuazione pragmatica e favorevole all’economia
I datori di lavoro analizzeranno il messaggio del Consiglio federale e contribuiranno in modo costruttivo al dibattito parlamentare. Una valutazione complessiva dell’intero pacchetto sarà effettuata al termine dell’iter parlamentare.
Ulteriori informazioni
- Daniella Lützelschwab
Responsabile diritto del lavoro e mercato del lavoro ,
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