In generale

Perché la via del bilateralismo resta quella giusta per i datori di lavoro

Nell’ambito di una serie estiva, l’Unione svizzera degli imprenditori pubblica alcuni articoli tratti dal rapporto annuale pubblicato di recente, in forma leggermente abbreviata o aggiornata.

La via bilaterale non è mai stata facile, ma da quando l’abbiamo intrapresa si è sempre rivelata quella giusta. È sinonimo di pragmatismo anziché ideologia e significa offrire alla nostra piccola economia nel cuore dell’Europa le migliori condizioni possibili. I Bilaterali III mirano a rafforzare e rinnovare queste fondamenta.

Per la Svizzera, l’Europa non è solo un semplice vicino, ma il partner economico più stretto. Oltre il 40 percento di tutte le esportazioni svizzere è destinato all’Unione europea [1] e circa un milione di posti di lavoro nel nostro paese dipendono direttamente o indirettamente da questo commercio [2], dalla società finanziaria di Zurigo ai costruttori di macchine nella valle del Reno sangallese fino alla manifattura orologiera del Giura. Non solo l’UE è il nostro partner commerciale più importante, ma le aziende svizzere sono da tempo parte integrante delle catene di fornitura transfrontaliere europee.

Il modello di successo dei «Bilaterali» deve essere rinnovato

Questa realtà costituiva già 25 anni fa la base della via bilaterale, la soluzione pragmatica che coniuga apertura e autonomia e consente alla Svizzera di accedere al mercato interno europeo senza dover rinunciare alla propria autonomia politica. I Bilaterali rappresentano una grande storia di successo per la Svizzera, perché garantiscono l’accesso al mercato, aiutano a contrastare la carenza di personale qualificato, promuovono gli investimenti e l’innovazione. Tutti questi fattori sono decisivi per le imprese del nostro paese. Tuttavia, gli accordi bilaterali finora conclusi tra la Svizzera e l’UE sono ormai obsoleti e, senza un nuovo accordo, quelli in essere verrebbero erosi.

I Bilaterali III offrono stabilità, pianificabilità e accesso a personale qualificato

Il nuovo pacchetto negoziale «Bilaterali III» apporta miglioramenti fondamentali perché rafforza la sicurezza di pianificazione per le imprese, modernizza gli accordi esistenti e crea in tal modo chiarezza e certezza del diritto. Inoltre consente un’immigrazione orientata al mercato del lavoro. Un’economia ben funzionante e in espansione presenta una maggiore necessità di manodopera qualificata estera e viceversa. In questo contesto, i lavoratori immigrati qualificati integrano il potenziale della manodopera locale senza soppiantarlo.

Rischi sì, ma gestibili e controllabili

Ovviamente, il pacchetto negoziato non è privo di rischi. Uno in particolare sono gli elementi istituzionali della futura cooperazione con l’UE. L’evoluzione dinamica del diritto non è però priva di vantaggi, perché garantisce l’applicazione di regole uniformi in tutti i settori in cui la Svizzera partecipa al mercato interno europeo. Questo crea certezza giuridica, ma richiede anche vigilanza. Ad esempio, future modifiche legislative a livello europeo potrebbero ripercuotersi sulla legislazione locale. Ma «dinamico» non significa «automatico»: la Svizzera ha infatti l’ultima parola e siede al tavolo del processo legislativo all’interno dell’UE. Inoltre vengono salvaguardati anche interessi centrali del nostro paese, come la protezione dei salari. Le misure in questo senso concordate con le parti sociali e la protezione giuridica sovraordinata di una clausola di non regressione assicurano che l’attuale livello di protezione rimanga invariato.

Anche il recepimento parziale della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE presenta alcune difficoltà, perché può comportare una limitata pressione migratoria aggiuntiva e, di conseguenza, anche un lieve aumento della spese sociali. Tuttavia, la Svizzera dispone come strumento di emergenza di una clausola di salvaguardia che può essere attivata qualora i problemi legati all’immigrazione diventino troppo gravi.

Pragmatismo anziché ideologie

Questo pacchetto è il risultato di un compromesso raggiunto faticosamente ma riuscito, che, come ogni compromesso, richiede anche delle concessioni. Tuttavia, chi valuta con obiettività opportunità e rischi, si rende conto che i vantaggi sono nettamente superiori. Il pacchetto negoziale dei Bilaterali III rafforza la stabilità e la pianificabilità, garantisce gli investimenti e consente così alle imprese di operare anche in futuro in un contesto prevedibile.

[1] https://www.eeas.europa.eu/switzerland/european-union-and-switzerland_en

[2] https://cdn.avenir-suisse.ch/production/uploads/2019/03/Auswirkungen_derBilateralen_auf_die_Beschaeftigung_in_der_Schweiz.pdf