Nessun dispositivo statale di incitamento per la formazione continua dei senior

9 giugno 2017 News

Sotto la cupola federale alcuni parlamentari propongono volentieri delle misure statali a favore della formazione continua dei lavoratori anziani. Offrire a questi ultimi delle possibilità interessanti sul mercato del lavoro è certamente necessario. Ma i fatti smentiscono la necessità di far intervenire lo Stato per questo scopo. È anche ciò che ritiene il Consiglio nazionale.

L’iniziativa parlamentare Heim (15.489) chiede alla Confederazione di creare delle basi legali per aumentare le opportunità dei salariati di una certa età a rimanere nella vita attiva e a migliorare il loro reinserimento nel mondo del lavoro.

Il Consiglio nazionale ha seguito la propria commissione e respinto l’iniziativa con 105 voti contro 64. L’Unione svizzera degli imprenditori condivide questa decisione. Esaurire il potenziale dei lavoratori senior e permettere a tutte le fasce d’età prospettive favorevoli sul mercato del lavoro corrisponde anche a una richiesta dei datori di lavoro. Ma la via proposta dall’iniziativa, ossia nuove regolamentazioni legali nel settore della formazione continua, è inadeguata.

In Svizzera, la situazione professionale dei lavoratori di una certa età è generalmente invidiabile. Il loro tasso d’attività è tra i più elevati al mondo. Inoltre, i lavoratori anziani beneficiano più spesso dei giovani di relazioni di lavoro stabili. Presso i senior attivi, il rischio di ritrovarsi in disoccupazione è inferiore alla media. Quando perdono un lavoro, per contro, i senior impiegano mediamente più tempo e incontrano maggiori difficoltà per ritrovarne uno – indipendentemente dalla qualifica. Le tre Conferenze nazionali organizzate sul tema dei lavoratori anziani e le loro difficoltà si sono concluse con decisioni programmatiche destinate a sensibilizzare gli attori interessati.

Il tasso di partecipazione dei lavoratori anziani a delle formazioni professionali continue è in Svizzera elevato, sia nel confronto internazionale sia rispetto ai lavoratori più giovani. Le fasce d’età dei 45-54 e 55-59 sono anche quelle che sono maggiormente sostenute dai datori di lavoro per quanto concerne la formazione continua.