Le organizzazioni mantello dell'economia e dell'agricoltura svizzera si impegnano per la stabilità, la sicurezza e condizioni quadro competitive. Nell'interesse dello sviluppo futuro del nostro Paese, chiedono di partecipare attivamente alle elezioni federali e di prendere in considerazione candidati che si impegnano a favore dell'economia e dell'agricoltura.
A partire da oggi, Barbara Zimmermann-Gerster assumerà il ruolo di responsabile del settore Politica sociale dell’Unione svizzera degli imprenditori. Entra a far parte dell'organizzazione mantello dei datori di lavoro provenendo dall'Associazione Svizzera d’Assicurazioni.
L'ultimo Barometro dell'occupazione dell’Unione svizzera degli imprenditori dipinge un quadro contrastante dell'economia svizzera. Le sue condizioni rimangono buone e migliori del previsto. Ma diversi segnali indicano un rallentamento dell'economia. Il mercato del lavoro gira a pieno regime e finora ha mostrato pochi segni di debolezza.
L'obiettivo comune delle Associazioni cappello dell'economia e dell'agricoltura svizzere è quello di assicurare una netta maggioranza e una politica favorevole all'economia e all'agricoltura nel futuro Parlamento federale. La campagna «Prospettiva Svizzera» sottolinea l'importanza e i diversi contributi e servizi svolti dall’economia e dall’agricoltura.
Il Parlamento ha adottato in marzo una riforma del 2° pilastro (LPP) che propone una profonda modernizzazione. Il progetto permetterà a molte più persone di accedere al secondo pilastro. Così viene rafforzata la solidarietà intergenerazionale. I giovani, le donne, i lavoratori a tempo parziale e il ceto medio in particolare traggono beneficio da una migliore previdenza professionale. La promessa fatta nel quadro della riforma AVS 21, accettata dal popolo, viene quindi mantenuta. Gli oppositori mettono deliberatamente a rischio il comprovato meccanismo dei tre pilastri della nostra previdenza vecchiaia.
«Per un futuro con prospettive» è stato il motto dell'evento annuale dell’Unione svizzera degli imprenditori. In linea con questo principio, alla presenza della Consigliera federale Viola Amherd, è avvenuto il cambio di presidenza dell’associazione.
La Svizzera si trova nel bel mezzo di uno sconvolgimento demografico le cui conseguenze stanno diventando sempre più visibili. Anno dopo anno, le persone che escono dal mercato del lavoro a causa dell'età sono più numerose dei giovani che entrano nel mercato del lavoro. I problemi che ne derivano saranno gravi se questa evoluzione continuerà ad essere ignorata. Le associazioni economiche hanno presentato oggi a Berna una serie di possibili soluzioni.
Il Consiglio federale ha adottato gli elementi chiave per un mandato negoziale con l'UE. L'Unione svizzera degli imprenditori accoglie favorevolmente i progressi compiuti nei colloqui esplorativi con l'UE. Le relazioni contrattualmente garantite con il più importante partner commerciale sono essenziali per la Svizzera e per l'economia. Il Consiglio federale è chiamato ad avviare i negoziati al più tardi entro la fine dell'anno e a concluderli entro l'estate del 2024.
Un'indagine dell'Università di San Gallo commissionata dall’Unione svizzera degli imprenditori (USI) mostra che il 99,3% delle imprese considerate rispetta la legge sulla parità di genere. Tuttavia, sono necessari altri sforzi per ridurre ulteriormente il divario retributivo tra i sessi.
La votazione sull’imposizione minima dell'OCSE si terrà il 18 giugno 2023. Per le organizzazioni mantello dell'economia e dell'agricoltura è chiaro che le imprese svizzere devono essere messe al riparo da onerose procedure fiscali all'estero e che il gettito fiscale aggiuntivo deve rimanere in Svizzera. Per questo motivo economiesuisse, l’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), l’Unione svizzera degli imprenditori e l’Unione Svizzera dei contadini dicono Sì all'attuazione dell’imposizione minima OCSE.
Stefan Heini assumerà la carica di responsabile della comunicazione all'inizio di luglio. Il professionista della comunicazione passa dal gruppo CH Media all'Unione svizzera degli imprenditori.
L’Unione svizzera degli imprenditori presenta otto misure concrete contro la penuria di manodopera qualificata. Con un aumento del volume di lavoro, ulteriori incentivi per un'occupazione più elevata e una gestione coerente della formazione, potrebbero essere occupati da personale indigeno qualificato decine di migliaia di posti di lavoro.
Nella votazione finale, le due Camere del Parlamento hanno approvato la riforma del secondo pilastro. Questo segna la fine di un iter politico annoso e combattuto, che è stato fortemente influenzato anche dai datori di lavoro. Ora è chiaro: ci possono essere state discussioni sulla via da percorrere, ma gli obiettivi della riforma sono stati raggiunti tutti.
Il rallentamento economico sembra continuare. Al contempo, il mercato del lavoro rimane robusto e molte aziende hanno difficoltà a occupare i posti vacanti con il personale necessario, come emerge dalle analisi del barometro dell'occupazione dell’Unione svizzera degli imprenditori. Parallelamente, la carenza di personale si aggraverà nel lungo periodo a causa dei cambiamenti demografici. Secondo gli imprenditori è necessario riflettere in base alle ore effettivamente lavorate dai dipendenti.
Con l’adozione dell'imposta minima dell’OCSE, le Camere hanno trovato una soluzione ampiamente condivisa dal Consiglio federale e dai Cantoni. Essa assicura che le nuove entrate fiscali rimangano in Svizzera e non vengano regalate all’estero. Il nostro paese rimane quindi ben posizionato per mantenere posti di lavoro e benessere in Svizzera.
Valentin Vogt ha deciso di lasciare la presidenza dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI) alla fine di giugno 2023, in occasione della prossima Assemblea dei soci. Il Comitato direttivo dell’USI propone al Comitato, all’attenzione dell’Assemblea dei soci, di eleggere Severin Moser come nuovo Presidente.
All'inizio di quest'anno ci si poteva ancora rallegrare della ripresa economica. Nel frattempo, la guerra in Ucraina ha portato una svolta con effetti sia geopolitici che economici. In contrasto con il rallentamento economico che si sta delineando, nella maggior parte dei settori rimane elevato il fabbisogno di lavoratori.
Uno studio commissionato dall’Unione svizzera degli imprenditori (USI) mostra che un’impresa su dieci in Svizzera ha già assunto rifugiati dall'Ucraina e la soddisfazione per le loro prestazioni è molto buona. Ma le aziende sono chiamate ad affrontare anche delle sfide. Esse si aspettano una maggiore certezza di pianificazione per quanto riguarda lo statuto di protezione S e un ruolo più attivo degli uffici regionali di collocamento.
In occasione della tradizionale Giornata dei datori di lavoro dell’Unione svizzera degli imprenditori (USI), l'attenzione si è concentrata sulla carenza di lavoratori qualificati in Svizzera e nel resto dell’Europa. La richiesta dei datori di lavoro di misure efficaci e di azioni rapide è stata concretizzata attraverso il punto di vista dei vari settori.
Il 25 settembre le cittadine e i cittadini svizzeri si esprimeranno su tre pilastri centrali per la nostra stabilità in un momento di crescente incertezza: il mantenimento dell’AVS e di rendite pensionistiche certe, il ritorno in Svizzera di importanti entrate fiscali e la garanzia di un approvvigionamento alimentare sicuro. Nello specifico si tratta della riforma AVS21, della riforma sull’imposta preventiva e dell’iniziativa sull’allevamento intensivo. Un’ampia alleanza composta da rappresentati dell’economia si impegna a favore delle riforme sull’AVS21 e dell’imposta preventiva. Rifiuta le nuove disposizioni per l’agricoltura che non farebbero altro che aumentare la dipendenza dall’estero.
La posta in gioco nell’autunno 2022 sarà di quelle importanti. La Svizzera voterà infatti sul futuro della previdenza vecchiaia. I partiti di sinistra e i sindacati hanno lanciato un referendum contro la riforma AVS21. In questo modo, mettono in pericolo la più importante istituzione sociale della Svizzera per le generazioni future. Un’ampia alleanza, composta da rappresentanti di diversi partiti politici e diverse associazioni economiche, si oppone a questo referendum e si impegna per la salvaguardia della nostra previdenza vecchiaia.
Il barometro dell'occupazione USI mette in luce la ripresa economica che sta dando impulsi all'economia in quasi tutti i settori. Ma la crescente carenza di manodopera è una sfida sempre maggiore per molte imprese. L'attenzione dei datori di lavoro si concentra sullo sfruttamento del potenziale di lavoro interno.
L'Unione svizzera degli imprenditori, l'Unione svizzera delle arti e mestieri e economiesuisse vanno nella stessa direzione: le tre organizzazioni mantello dell'economia svizzera hanno adottato un'agenda comune di politica economica che definisce le necessità in termini di riforme della Svizzera. Il paese deve ora fare i compiti in numerosi ambiti politici per non perdere il contatto con un mondo in rapida evoluzione.
Il secondo Barometro dell’USI evidenzia la rapida ripresa dell'economia e del mercato del lavoro svizzero dopo i graduali allentamenti in primavera. È tuttavia importante non ignorare i segnali di un cambiamento strutturale a più lungo termine e la carenza di lavoratori qualificati in alcuni settori. Dopo la gestione della crisi, il Consiglio federale deve ora rafforzare la competitività della Svizzera.
L’economia svizzera accoglie con favore i previsti colloqui sull'accordo quadro al più alto livello politico. Le organizzazioni mantello dell'economia economiesuisse e l’Unione svizzera degli imprenditori chiedono al Consiglio federale di chiarire rapidamente i punti in sospeso con i vertici dell'UE. È nell'interesse di tutto il paese assicurare il percorso bilaterale per il futuro.
Le associazioni mantello dell'economia economiesuisse e l'Unione svizzera degli imprenditori, così come numerose Camere di commercio e associazioni industriali, chiedono al Consiglio federale un cambio di paradigma: invece di combattere la pandemia di coronavirus con divieti rigidi e talvolta arbitrari, il Consiglio federale dovrebbe in futuro prendere le sue decisioni sulla base di principi e in funzione del livello di copertura vaccinale della popolazione. Più la gente è immune al virus, più le libertà economiche e personali possono e devono essere nuovamente concesse. A giocare un ruolo centrale è la responsabilità individuale.
Con una dichiarazione comune rivolta ai media le due organizzazioni mantello dell’economia – economiesuisse e l’Unione svizzera degli imprenditori – si sono espresse oggi fermamente a favore di un rapido chiarimento dei punti in sospeso per quanto concerne l’accordo quadro. Una valutazione globale dovrà essere fatta in una seconda fase, sulla base dei risultati concreti dei colloqui tra Berna e Bruxelles. Quello che serve ora sono colloqui rapidi e costruttivi, non conclusioni affrettate.
Il potenziale danno economico del lockdown parziale imposto dal Consiglio federale è immenso. Il Consiglio federale deve dare maggior peso a questi rischi e migliorare sensibilmente la gestione delle vaccinazioni. L’Unione svizzera degli imprenditori ed economiesuisse si aspettano un piano di vaccinazione coordinato a livello nazionale e una strategia di test più mirata.
Con il barometro dell'occupazione, pubblicato per la prima volta, l’Unione svizzera degli imprendi-tori (USI) analizza il mercato del lavoro attraverso un approfondito confronto settoriale. A seconda del settore analizzato il barometro riflette la contrazione dell’economia con intensità diverse. La ripresa del mercato del lavoro dipende in larga misura dallo sviluppo della pandemia e dalla capaci-tà di resistenza delle imprese.
A causa della rapida diffusione della variante del virus, il Consiglio federale ha, tra l'altro, prolungato la chiusura dei ristoranti, ha introdotto norme più severe per il telelavoro e ha rafforzato la protezione dei collaboratori particolarmente a rischio. Per alleviare i gravi danni che incombono sull'economia, sono stati prorogati gli aiuti finanziari alle imprese chiuse dalle autorità. Ma i datori di lavoro temono che la crisi economica si aggravi ulteriormente.
Nella lotta contro la pandemia di coronavirus, il Consiglio federale ha adottato un pacchetto di mi-sure che limita fortemente la vita pubblica. Secondo i datori di lavoro, il pacchetto può ridurre il rischio di un lockdown completo. Le aziende colpite dalle chiusure imposte hanno ora urgente bi-sogno di un rapido versamento degli aiuti.
Molte imprese e settori conoscono da tempo il congedo paternità. Questo accordo contrattuale sarà sostituito dal congedo paternità previsto dalla legge – in molti casi più generoso – all'inizio del 2021. I precedenti accordi di partenariato sociale saranno dunque superati. Nel bel mezzo dell'attuale crisi economica, i datori di lavoro considerano fuori luogo le richieste di ulteriori giorni di vacanza pagati.
Oggi il popolo svizzero ha respinto l’iniziativa «Contro gli Accordi bilaterali» con una netta maggioranza. I membri dell’alleanza aperta+sovrana sono soddisfatti di questo chiaro segnale. Grazie a una buona collaborazione, le circa 80 associazioni provenienti dal mondo economico, politico, scientifico, culturale, della formazione e della società civile sono riuscite ad affrontare in maniera condivisa i rischi legati all’iniziativa.
Il Consiglio federale estende l'indennità per lavoro ridotto da 12 a 18 mesi e decide ulteriori misure a sostegno delle imprese particolarmente colpite dalla crisi del coronavirus. Per i datori di lavoro, gli strumenti collaudati devono rimanere al centro della gestione della crisi.
A causa del tasso basso di infezioni da coronavirus, il Consiglio federale revoca in gran parte le restanti limitazioni. Ciò semplificherà i concetti di protezione per i datori di lavoro. Inoltre, sono state revocate le raccomandazioni in relazione all’homeoffice e le disposizioni per la protezione dei collaboratori particolarmente vulnerabili. I datori di lavoro accolgono con favore questi alleggerimenti per l'economia.