La carenza di manodopera rimane una sfida fondamentale per l’economia svizzera. I datori di lavoro puntano su un migliore sfruttamento del potenziale interno, sull’innovazione tecnologica e su un’immigrazione mirata per garantire il fabbisogno a lungo termine.
Mercato del lavoro
La carenza di manodopera rimane una sfida strutturale
La carenza di manodopera è grave, anche se la situazione tende ad allentarsi leggermente ogni volta che l’economia rallenta. Nel prossimo decennio, anche in uno scenario positivo, ai datori di lavoro svizzeri mancheranno circa 300’000 lavoratori – anche ipotizzando un’immigrazione moderata e un efficace sfruttamento del potenziale di manodopera nazionale. I maggiori potenziali interni sono rappresentati dalle mamme e dai lavoratori più anziani, che dovremmo sfruttare ancora meglio per limitare il più possibile la necessaria immigrazione. Per farlo servono migliori incentivi al lavoro. Lavorare deve essere convenire maggiormente.
Sfruttare meglio il potenziale della forza lavoro indigena
Sfruttare al meglio il potenziale della forza lavoro indigena è il modo politicamente più indiscusso per affrontare la carenza di manodopera e rappresenta la massima priorità per i datori di lavoro. Questo anche perché la Svizzera, pur avendo il terzo tasso di occupazione più alto d’Europa, registra allo stesso tempo il secondo tasso più alto di lavoro a tempo parziale. Non sorprende quindi che il potenziale maggiore risieda nelle donne che non lavorano o che lavorano a tempo parziale – in particolare nelle mamme – e nelle persone più anziane. È quindi fondamentale coinvolgere meglio questi gruppi di popolazione nel mercato del lavoro locale. Non solo perché c’è un bisogno urgente di questa forza lavoro, ma anche perché il successo di un’economia si misura sempre anche dal coinvolgimento di una fetta quanto più ampia possibile della popolazione nel mercato del lavoro
Maggiore produttività grazie al progresso tecnologico
Condizioni quadro ottimali e un approccio aperto alla tecnologia contribuiscono a sfruttare al meglio il progresso tecnico. Questo fa aumentare la produttività e permette di risparmiare posti di lavoro, riducendo così la pressione migratoria. È importante anche ridurre la burocrazia e allocare in modo più efficiente il fattore lavoro. Fortunatamente, il contributo maggiore alla sostituzione dei posti di lavoro da parte del progresso tecnico avverrà secondo le logiche di mercato, poiché con l’aumento dei costi di reclutamento e del personale, le innovazioni e gli aumenti di efficienza si rivelano sempre più redditizi per le imprese.
L'immigrazione mirata rimane necessaria come misura complementare
Visto che la nostra società sta invecchiando e ci sono sempre più persone in età di pensionamento, cresce il bisogno di immigrazione per colmare il crescente deficit di manodopera. Una società che invecchia come la nostra, però, dipenderà sempre dall’immigrazione se vogliamo rimanere attrattivi come piazza economica e non gravare ancora di più sul nostro sistema previdenziale. Per questo servono specialisti anche da fuori dall’Europa, da paesi terzi.
Affinché l’economia e la società possano garantire il fabbisogno di manodopera anche nei prossimi anni, servono urgentemente delle riforme. Nel 2024 l’Unione svizzera degli imprenditori ha proposto attraverso un piano d’azione con varie misure – che rimangono valide – e si sta impegnando con tutte le sue forze a livello politico, in collaborazione con partner e alleati, per la loro attuazione.
Il piano d’azione può essere scaricato qui (in francese).
La nostra posizione
Argument #1
Facilitare il lavoro volontario dopo l’età della pensione
Per chi ha più di 65 anni, il limite di esenzione AVS dovrebbe essere aumentato in modo significativo o addirittura abolito, in modo che continuare a lavorare volontariamente diventi più attrattivo dal punto di vista economico. Il ritardare il momento in cui si va in pensione deve essere premiato di più, aumentando l’incremento delle rendite attuali.
Argument #2
Ripensare l’età di riferimento: creare incentivi per lavorare più a lungo
L’età di riferimento dei 65 anni va messa in discussione e bisogna cercare alternative al sistema attuale. In particolare, occorre valutare il modello della carriera lavorativa. Servono più incentivi positivi per i lavoratori che decidono di continuare a lavorare oltre l’età di pensionamento ordinaria. Bisogna rendere possibili e promuovere soluzioni personalizzate per i collaboratori.
Argument #3
Rafforzare la conciliazione tra vita privata e lavoro
La legge sul lavoro in vigore e, in particolare, i relativi regolamenti devono essere adeguati meglio alle esigenze attuali delle aziende e dei loro collaboratori, garantendo maggiore flessibilità per quanto riguarda gli orari di lavoro. L’offerta di servizi di assistenza all’infanzia extrafamigliare deve essere potenziata.
Argument #4
Il sistema fiscale deve offrire incentivi a lavorare di più
È necessario introdurre un sistema fiscale indipendente dallo stato civile, in modo che chi percepisce il secondo reddito all’interno di una famiglia non sia svantaggiato. Gli incentivi negativi al lavoro legati all’attuale struttura del sistema fiscale devono essere eliminati o almeno ridotti.
Argument #5
Rafforzare la formazione professionale
Bisogna far sì che la formazione professionale venga apprezzata di più dalla società. Il processo di sviluppo professionale deve continuare ad adattarsi alle esigenze del mercato del lavoro e bisogna promuovere titoli di studio facilmente accessibili per migliorare l’occupabilità.
Argument #6
Sfruttare meglio il potenziale dei rifugiati
Occorre promuovere in modo mirato le competenze di base degli adulti rifugiati senza qualifica professionale. I percorsi formativi che partono dai certificati di settore o dal programma INVOL(+) si sono dimostrati efficaci e andrebbero ulteriormente sostenuti.
Argument #7
Coinvolgere maggiormente le persone con disabilità psichiche e/o fisiche
Le persone con disabilità psichiche e/o fisiche dovrebbero essere integrate al meglio nel mondo del lavoro, mentre i datori di lavoro dovrebbero essere sensibilizzati e sostenuti in modo preventivo. Bisogna evitare il più possibile che i lavoratori escano dal mercato del lavoro a causa delle loro disabilità. Servono soluzioni su misura per le aziende.
Argument #8
Sfruttare al meglio il progresso tecnologico
Per allocare in modo più efficiente le risorse umane, bisogna spingere ancora di più sulla sostituzione dei posti di lavoro grazie al progresso tecnologico.
Argument #9
Riduzione della burocrazia
Bisogna fermare la crescita del personale nell’amministrazione pubblica, che è superiore alla media, per poter ristabilire l’equilibrio con il settore privato. Bisogna ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi per le imprese, in modo che possano concentrarsi ancora di più sulle loro attività principali.
Argument #10
Riconoscere l’importanza della libera circolazione delle persone
La libera circolazione delle persone e, di conseguenza, l’immigrazione legata al mercato del lavoro dai paesi dell’UE/AELS continuerà ad essere importante per l’economia svizzera anche in futuro: è fondamentale riconoscerlo e tutelarla. Le richieste politiche che chiedono la revoca della libera circolazione delle persone vengono respinte dai datori di lavoro.
Argument #11
Mantenere un’immigrazione mirata di specialisti provenienti da paesi terzi
Per quanto riguarda la procedura di autorizzazione relativa alle quote per i cittadini di paesi terzi, occorre cercare delle misure che consentano di eliminare l’indesiderata riduzione delle quote. Anche in futuro, le quote per i cittadini di paesi terzi dovranno essere strutturate in modo tale da garantire alle aziende il margine di manovra necessario per l’assunzione di cittadini di paesi terzi.
L’unico modo per garantire in modo sostenibile il fabbisogno di lavoratori è combinare un migliore utilizzo del potenziale di manodopera indigeno, il progresso tecnologico e un’immigrazione mirata.
Nell’ambito di una serie estiva, l’Unione svizzera degli imprenditori pubblica alcuni articoli tratti dal rapporto annuale pubblicato di recente, in forma leggermente abbreviata o aggiornata. Il partenariato sociale svizzero punta su soluzioni praticabili al posto di un…
Nonostante le incertezze economiche, i salari svizzeri continuano a evolversi in modo stabile: nel 2024 il salario mediano è salito a 7024 franchi, il divario salariale tra i sessi ha continuato a ridursi e la struttura salariale è rimasta nel complesso notevolmente costante, segno della solidità e della capacità di adattamento del mercato del lavoro svizzero. Questo è quanto emerge, tra le altre cose, dagli ultimi dati dell’Indagine sulla struttura dei salari in Svizzera nel 2024 (RSS).
L'Europa invecchia e quasi ovunque la politica risponde con un innalzamento dell'età di pensionamento. Una piccola minoranza è in difficoltà, tra cui la Svizzera. Uno sguardo sobrio alle cifre dimostra che è così: il nostro mercato del lavoro è in grado di integrare bene i lavoratori più in là con l’età, che sono sempre più richiesti. Chi vuole salvaguardare lo stato sociale e mantenere il benessere non può evitare un aumento dell'età di pensionamento.