Uno studio commissionato dall’Unione svizzera degli imprenditori (USI) mostra che un’impresa su dieci in Svizzera ha già assunto rifugiati dall'Ucraina e la soddisfazione per le loro prestazioni è molto buona. Ma le aziende sono chiamate ad affrontare anche delle sfide. Esse si aspettano una maggiore certezza di pianificazione per quanto riguarda lo statuto di protezione S e un ruolo più attivo degli uffici regionali di collocamento.
In occasione della tradizionale Giornata dei datori di lavoro dell’Unione svizzera degli imprenditori (USI), l'attenzione si è concentrata sulla carenza di lavoratori qualificati in Svizzera e nel resto dell’Europa. La richiesta dei datori di lavoro di misure efficaci e di azioni rapide è stata concretizzata attraverso il punto di vista dei vari settori.
Il 25 settembre le cittadine e i cittadini svizzeri si esprimeranno su tre pilastri centrali per la nostra stabilità in un momento di crescente incertezza: il mantenimento dell’AVS e di rendite pensionistiche certe, il ritorno in Svizzera di importanti entrate fiscali e la garanzia di un approvvigionamento alimentare sicuro. Nello specifico si tratta della riforma AVS21, della riforma sull’imposta preventiva e dell’iniziativa sull’allevamento intensivo. Un’ampia alleanza composta da rappresentati dell’economia si impegna a favore delle riforme sull’AVS21 e dell’imposta preventiva. Rifiuta le nuove disposizioni per l’agricoltura che non farebbero altro che aumentare la dipendenza dall’estero.
La posta in gioco nell’autunno 2022 sarà di quelle importanti. La Svizzera voterà infatti sul futuro della previdenza vecchiaia. I partiti di sinistra e i sindacati hanno lanciato un referendum contro la riforma AVS21. In questo modo, mettono in pericolo la più importante istituzione sociale della Svizzera per le generazioni future. Un’ampia alleanza, composta da rappresentanti di diversi partiti politici e diverse associazioni economiche, si oppone a questo referendum e si impegna per la salvaguardia della nostra previdenza vecchiaia.
Il barometro dell'occupazione USI mette in luce la ripresa economica che sta dando impulsi all'economia in quasi tutti i settori. Ma la crescente carenza di manodopera è una sfida sempre maggiore per molte imprese. L'attenzione dei datori di lavoro si concentra sullo sfruttamento del potenziale di lavoro interno.
L'Unione svizzera degli imprenditori, l'Unione svizzera delle arti e mestieri e economiesuisse vanno nella stessa direzione: le tre organizzazioni mantello dell'economia svizzera hanno adottato un'agenda comune di politica economica che definisce le necessità in termini di riforme della Svizzera. Il paese deve ora fare i compiti in numerosi ambiti politici per non perdere il contatto con un mondo in rapida evoluzione.