Gli imprenditori sostengono il mix AVS-Riforma fiscale

25 settembre 2018 Comunicati stampa

Dopo aver effettuato la consultazione interna, l’Unione svizzera degli imprenditori ha deciso di sostenere il progetto che unisce l’AVS alla Riforma fiscale. Per quanto riguarda la politica fiscale svizzera dei prossimi anni, il progetto crea delle condizioni chiare. Per quanto invece concerne l’AVS, non si percepisce alcuna volontà reale di riforma. L’iniezione finanziaria prevista per l’AVS, elude infatti i gravi problemi strutturali della previdenza vecchiaia.

Dopo che il Consiglio nazionale e il Consiglio agli Stati hanno chiarito i dettagli del legame tra il Progetto fiscale 17 e l’iniezione finanziaria per l’AVS, il risultato si presta per una valutazione globale da parte degli ambienti economici. L’Unione svizzera degli imprenditori (USI) ha studiato gli impatti sulla politica fiscale e sociale e li ha paragonati tra di loro. Dopo intense discussioni interne, l’associazione mantello è giunta alla conclusione che sia utile sostenere il progetto di AVS-Riforma fiscale. Ciononostante essa deplora il fatto che questa combinazione associa due elementi estranei l’uno all’altro, contrariamente a quanto suggerisce il principio dell’unità della materia.

Il sostegno dell’USI deve essere dunque relativizzato nella misura in cui l’USI è fondamentalmente contraria all’idea – ormai parte integrante del pacchetto – di ricorrere ai contributi salariali per trovare soluzioni allo squilibrio strutturale dell’AVS. Essa stima da una parte che, per il primo pilastro finanziato attraverso il sistema di ripartizione, l’aumento dell’età pensionabile costituisce, di fronte all’invecchiamento demografico, una misura inevitabile se si auspica di preservare a lungo termine l’attuale livello delle prestazioni. D’altro canto, l’USI vede nei 0,3 punti salariali destinati all’AVS un fattore che limita fortemente le possibilità di stabilizzare il secondo pilastro. In effetti, nell’ambito della previdenza professionale obbligatoria, non è possibile ottenere una riduzione sensibile del tasso di conversione minimo e di assicurare una compensazione adeguata senza un aumento massiccio dei contributi salariali.

Il fatto che il Parlamento sia ricorso a questo legame votando un pacchetto che ha praticamente l’effetto di imporre all’economia un aumento dei contributi salariali, è una pillola amara per l’USI. Essa prende atto del risultato delle discussioni di questo progetto chiave per l’economia ma sottolinea chiaramente da subito che rifiuterà qualsiasi nuovo tentativo di aggravare ulteriormente il costo del lavoro nell’ambito della riforma dell’AVS.

Informazioni

  • Valentin Vogt, Presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori,
    Tel. 079 634 12 10, vogt@arbeitgeber.ch
  • Roland A. Müller, Direttore dell’Unione svizzera degli imprenditori, Tel. 079 220 52 29, mueller@arbeitgeber.ch