Cantoni e datori di lavoro allineati in materia di PC

4 aprile 2018 News

L’attuale dibattito sulla riforma delle prestazioni complementari ruota attorno ad alcune misure selettive che dovrebbero rallentare la progressione delle spese delle PC. Ma, secondo il parere dei datori di lavoro, i cantoni prevedono a loro volta delle misure strutturali di fondo, quali la dissociazione dei compiti con la Confederazione. Per il sistema delle PC, che risale a parecchio tempo fa, è il solo mezzo per superare la sfida dell’invecchiamento demografico.

Il sistema delle prestazioni complementari (PC) si è dimostrato valido in linea di principio in quanto dispositivo che permette di sostenere in maniera mirata, attraverso il minimo vitale, i pensionati AVS o AI che non possono vivere con le loro rendite né i loro risparmi. Tuttavia, tre anni fa, uno studio dell’Università di Lucerna segnalava che il sistema è poco trasparente, difficile da controllare nonché pieno di falsi incentivi. Hanno in particolare contribuito a questa situazione la riforma del 2008 della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni (NPC), nonché il nuovo regime di finanziamento delle cure entrato in vigore nel 2010. Secondo gli autori di questo studio, il sistema delle PC dev’essere rivisto in profondità se si vuole che esso continui a garantire una protezione sociale efficace agli elementi più deboli della nostra società.

Oggi, la Confederazione paga per delle decisioni prese a livello cantonale e viceversa. Per regolare questo problema strutturale e preparare il regime delle PC ad affrontare il futuro, i datori di lavoro chiedono dal 2015 una dissociazione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni. Ritenendo che una chiara ridistribuzione delle responsabilità s’imponga in funzione del principio “chi paga comanda”, essi prendono atto con soddisfazione della decisione molto chiara presa dai governi cantonali, riuniti in assemblea plenaria il 23 marzo 2018, a favore di un riesame dell’attuale distribuzione dei compiti tra Confederazione e Cantoni. I Cantoni e i comuni, che dovranno nei prossimi anni contribuire per due terzi all’aumento massiccio dei costi del sistema delle PC, sono forzatamente interessati da questa misura.

I dibattiti che la riforma suscita concernono principalmente delle misure selettive che dovrebbero più o meno attenuare l’aumento dei costi delle PC. I datori di lavoro ritengono queste misure assolutamente indispensabili, ma pensano che tutti gli attori politici dovrebbero piuttosto convincersi che per evitare l’esplosione dei costi che minaccia il sistema delle PC, l’accento debba assolutamente essere posto sulle misure strutturali. Essi offriranno volentieri il loro supporto al Consiglio federale e ai cantoni per affrontare questa sfida in maniera costruttiva, pensando al futuro.