Sì all’abbinamento Progetto fiscale 17 – AVS, ma senza ulteriori contributi salariali

6 luglio 2018 Comunicati stampa

Nel suo rapporto, la Commissione della sicurezza sociale del Consiglio nazionale invita la Commissione dell’economia a rinunciare all’idea di contributi salariali supplementari destinati all’AVS attraverso l’abbinamento del Progetto fiscale 17 e dell'AVS. Al suo posto, vorrebbe giustamente aumentare il contributo della Confederazione all’AVS e garantire il finanziamento grazie all’allineamento dell’età di pensionamento.

Prioritariamente competente sulle questioni di politica sociale, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità pubblica del Consiglio nazionale (CSSS-N) ha esaminato la proposta che vorrebbe abbinare il Progetto fiscale 17 e l’AVS. Nel suo rapporto, essa invita la Commissione dell’economia e dei tributi del Nazionale (CET-N) a rinunciare al previsto aumento dei contributi salariali per sostenere il 1o pilastro e di prevedere piuttosto una maggiore partecipazione della Confederazione a questo finanziamento. Essa intende inoltre garantire quest’ultimo grazie all’allineamento dell’età di pensionamento tra uomini e donne, dando così un contributo strutturale al mantenimento dell’attuale livello delle rendite nonostante l’invecchiamento demografico.

Gli imprenditori condividono questa decisione della Commissione, che tiene conto delle loro riserve. Già dall’inizio, infatti, essi erano stati critici nei confronti del legame tra politica economica e politica fiscale. Se tuttavia la politica dovesse mantenere questo legame, gli imprenditori ritengono che al capitolo del finanziamento dell’AVS bisognerebbe allora rinunciare ai contributi salariali a favore dell’AVS, poiché questi sarebbero necessari per compensare la diminuzione del tasso di conversione minimo nell’ambito della riforma della LPP. Al posto dell’aumento dei contributi salariali, gli imprenditori propongono che la Confederazione aumenti il proprio contributo all’AVS. In materia di politica finanziaria, questa misura si giustifica poiché si iscrive nell’ambito delle finanze federali e poiché anche il progetto fiscale favorisce la Confederazione.

Gli imprenditori sottolineano inoltre la necessità di una rapida riforma fiscale. Occorre però trovare una soluzione equilibrata che non ritardi inutilmente, o impedisca, le riforme urgenti dell’AVS e della LPP. Dopo la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale, che aveva già criticato il concetto del Consiglio degli Stati, la CSSS-N mostra ora una via praticabile nel suo rapporto. Spetta ora alla CET-N sviluppare il concetto in modo tale che la una proposta fiscale sia in grado di ottenere la maggioranza, e dall’altro che possa superare lo scoglio di un eventuale referendum. Infine, la CET-N deve anche vegliare affinché le necessarie misure strutturali dell’AVS siano coronate dal successo e che i partner sociali abbiano la possibilità – conformemente al mandato del Consiglio federale – di presentare una soluzione per il futuro della LPP entro la primavera 2019.

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