I cittadini svizzeri hanno approvato una 13ma rendita AVS, che sarà versata per la prima volta alla fine del 2026, ma che non è ancora finanziata. Il Fondo AVS non dispone di fondi sufficienti a tal fine. Senza riforme strutturali, occorrono quindi risorse aggiuntive. Il Parlamento continua a lottare per trovare una proposta di finanziamento in grado di ottenere la maggioranza. Mentre il Consiglio nazionale ha finora intrapreso la strada di un aumento temporaneo dell’IVA, il Consiglio degli Stati sta pensando a un aumento permanente dell’IVA di 0,4 punti percentuali e, contemporaneamente, un aumento dei contributi salariali di 0,3 punti percentuali. L’Unione svizzera degli imprenditori, l’Unione svizzera delle arti e mestieri ed economiesuisse si oppongono all’unisono a un aumento dei contributi salariali e hanno esortato il Parlamento, in una lettera congiunta, a scegliere l’opzione economicamente sostenibile e politicamente condivisibile rappresentata dall’aumento temporaneo dell’IVA. L’economia sosterrebbe questa soluzione a titolo di compromesso.
Stabilizzare l’AVS nel breve termine, riformarla strutturalmente nel medio e lungo termine
L’economia si dichiara chiaramente a favore del sistema a tre pilastri, che comprende anche un primo pilastro stabile. A tal fine è necessario un finanziamento della 13ma rendita che sia equilibrato e gravi il meno possibile sulla piazza economica svizzera. Per questo motivo le tre associazioni mantello dell’economia sostengono un aumento temporaneo dell’IVA fino al 2033. Come soluzione-ponte, ciò crea il tempo necessario per avviare una riforma dell’AVS incisiva e completa, che stabilizzi l’AVS in modo globale e a lungo termine. L’attuale progetto di consultazione sull’AVS 2030 rimane però ben al di sotto di questo obiettivo.
I contributi salariali indeboliscono la crescita e gravano sulle famiglie in età lavorativa
«L’economia è fortemente contraria a un aumento dei contributi salariali per finanziare la 13ma rendita AVS», afferma Christoph Mäder, presidente di economiesuisse. Infatti, un aumento dei contributi salariali renderebbe il lavoro ancora più costoso e ridurrebbe la competitività. Nella situazione concreta della Svizzera, i contributi salariali sono nettamente più dannosi di un aumento dell’IVA, in particolare per il mercato del lavoro, le famiglie in età lavorativa e la piazza economica svizzera, come ha recentemente dimostrato uno studio di BSS Volkswirtschaftliche Beratung e del Prof. Dr. Marius Brülhart su incarico dell’Unione svizzera degli imprenditori: l’aumento dei contributi salariali frena l’occupazione e la crescita, con ripercussioni negative a lungo termine sui redditi delle famiglie. «Soprattutto per le PMI, l’aumento dei contributi salariali rappresenta un onere notevole. Il costo del lavoro aumenta e, allo stesso tempo, i collaboratori hanno meno soldi in tasca a fine mese», spiega Fabio Regazzi, presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri. Al contrario, l’IVA distribuisce il costo su una base più ampia. Anche l’offerta di lavoro potrebbe cambiare sensibilmente a causa di contributi salariali più elevati, come sottolinea Severin Moser, presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori: «Contributi salariali più elevati creano falsi incentivi, in particolare per i lavoratori più anziani, che tendono così a decidere di non rimanere nel mercato del lavoro, o per le donne, che al momento del rientro dopo il parto tendono a optare per un carico di lavoro ridotto.» A ciò si aggiunge il fatto che il finanziamento della 13ma rendita tramite un aumento temporaneo dell’IVA è più equo tra le generazioni, poiché tutte le generazioni partecipano al finanziamento.
L’economia sostiene il finanziamento della 13ma rendita tramite un aumento temporaneo dell’IVA e chiede una successiva riforma sostenibile dell’AVS
A più di due anni dall’approvazione della 13ma rendita da parte del popolo svizzero, occorre finalmente una soluzione di finanziamento per non rischiare che il fondo AVS scenda nettamente al di sotto della soglia prevista dalla legge. La soluzione deve però essere lungimirante ed equa tra le generazioni, non deve danneggiare la piazza economica svizzera nel lungo periodo e deve lasciare aperta la porta a una vera e sostenibile riforma AVS2030. Per questo motivo è ipotizzabile solo un aumento temporaneo dell’IVA. Se l’aumento dei contributi salariali dovesse rimanere parte del progetto, le tre associazioni mantello dell’economia si riservano espressamente il diritto di combatterlo in una votazione popolare.
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