Il Consiglio federale non tiene conto della volontà popolare

2 marzo 2018 Comunicati stampa

Non vi è altra spiegazione sul motivo per cui, dopo il fallimento della costosissima riforma dell’AVS, il Consiglio federale sta nuovamente cercando di proporre un aumento massiccio dell’IVA a titolo provvisorio.

Il Consiglio federale ha presentato la sua nuova versione della riforma AVS. Essa comprende la parificazione dell’età a 65 anni, in 4 tappe, dell’età di pensionamento di donne e uomini, nonché un aumento di 1,7 punti dell’IVA. Il risultato straordinariamente serrato della votazione concernente l’aumento dell’IVA del progetto Previdenza vecchiaia 2020 mostra tuttavia chiaramente che ogni aumento superiore agli 0,6 punti di questa tassa potrebbe mettere in pericolo un progetto di riforma dell’AVS, anche se moderato.

Invece di cercare di preservare il livello attuale delle rendite AVS a medio termine, mediante una riforma iniziale di ampiezza modesta, il Governo espone il progetto al rischio di un nuovo fiasco già dallo stadio parlamentare, o al massimo in votazione popolare. Contrariamente al Consiglio federale, la popolazione ha compreso la realtà della nostra demografia. L’invecchiamento della società mette maggiormente sotto pressione l’AVS. A medio termine diventeranno inevitabili delle misure strutturali, come ad esempio un aumento graduale dell’età di pensionamento a partire dalla metà degli anni 2020. Ora, con questa nuova proposta, il Consiglio federale sbaglia nuovamente e la prima tappa della riforma urgente destinata a salvaguardare il livello attuale delle rendite AVS rischia di essere nuovamente rinviata. Questo non è nell’interesse né della popolazione in generale, né dei beneficiari di rendite.

Informazioni

  • Roland A. Müller, Direttore dell’Unione svizzera degli imprenditori, Tel. 079 220 52 29, mueller@arbeitgeber.ch
  • Martin Kaiser, Responsabile del Settore politica sociale e assicurazioni sociali, Tel. 079 517 68 26, kaiser@arbeitgeber.ch