I cantoni rafforzano l’assistenza sociale orientata ad un ritorno all’attività lavorativa

22 settembre 2015 News

I direttori cantonali degli affari sociali intendono ridurre il minimo vitale dell’assistenza sociale per le famiglie numerose e diminuire le prestazioni di sostegno per i giovani. Anche le possibilità di multe sono state inasprite. I cantoni si dichiarano dunque chiaramente a favore di un’assistenza sociale orientata verso il ritorno all’attività lavorativa. Questo approccio è corretto.

La prima tappa della revisione delle norme COSAS (Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale) è stata interinata. I direttori cantonali degli affari sociali hanno deciso di ridurre l’importo che garantisce il minimo vitale alle famiglie numerose di sei persone o oltre e di diminuire le prestazioni di sostegno per i giovani di meno di 25 anni che vivono nella loro famiglia. Essi intendono inoltre inasprire le multe in caso di abusi.

Le decisioni della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali degli affari sociali (CDAS) sono corrette. Le nuove norme COSAS avvicinano l’assistenza sociale al suo obiettivo iniziale. L’assistenza sociale era infatti stata creata come una prestazione di sostegno temporaneo. Le nuove norme eliminano gli incitamenti sbagliati – vale a dire quelli che ostacolano un ritorno alla vita attiva. Ciò è particolarmente importante per i più giovani beneficiari dell’assistenza sociale. La decisione della CDAS mostra in particolare che è coerente adattare pragmaticamente le prestazioni legate ai bisogni come l’assistenza sociale. La decentralizzazione delle responsabilità garantisce soluzioni pragmatiche e permette a coloro che decidono di adottare disposizioni appropriate. I cantoni sono chiaramente favorevoli ad un’assistenza sociale orientata verso il ritorno all’attività lavorativa.