In generale

La Svizzera dice «No» al dannoso tetto demografico

La popolazione svizzera ha respinto oggi la cosiddetta «Iniziativa per la sostenibilità» dell’UDC. L’Unione svizzera degli imprenditori saluta con favore questa decisione, che garantisce una maggiore certezza nella pianificazione e il mantenimento di relazioni stabili con l’UE. Allo stesso tempo, è necessario prendere sul serio le preoccupazioni di molti cittadini, espresse nelle ultime settimane e che hanno portato a un’elevata percentuale di «Sì». Soprattutto nei settori delle infrastrutture, dell’alloggio e dell’asilo sono necessari miglioramenti concreti e un’azione politica responsabile. Anche l’immigrazione può essere ridotta dalla Svizzera di propria iniziativa – questo richiede però senso di responsabilità e disponibilità all’impegno da parte di tutti.

La falsa soluzione di un tetto demografico non ha trovato riscontro tra l’elettorato svizzero. L’Unione svizzera degli imprenditori saluta con favore questa decisione: l’iniziativa non avrebbe risolto alcun problema, ma avrebbe creato numerose nuove sfide e messo a dura prova i rapporti con l’Unione europea, il principale partner commerciale della Svizzera. Proprio alla luce dell’evoluzione demografica e della crescente carenza di personale qualificato, la Svizzera continua a dipendere dalla manodopera qualificata proveniente dall’estero. Per molti settori – come la sanità, la ristorazione, l’industria o l’informatica – l’accesso alla manodopera proveniente dall’area UE/AELS è fondamentale.

Prendere sul serio le preoccupazioni della popolazione e trovare soluzioni

Il rifiuto dell’iniziativa non esonera però la politica, l’economia e la società dalle loro responsabilità. Molte persone sono preoccupate per la pressione sul mercato immobiliare e le infrastrutture o gli sviluppi nel settore dell’asilo. Queste preoccupazioni devono essere prese sul serio. Solo se i problemi esistenti vengono affrontati in modo credibile e a tutti i livelli, l’apertura economica della Svizzera potrà continuare a godere di un consenso politico. Nel contesto dell’asilo, l’Unione svizzera degli imprenditori chiede un’applicazione più rapida del diritto in vigore. Le procedure e le norme esistenti devono essere attuate in modo più coerente.

Rafforzare gli incentivi al lavoro invece di creare nuovi oneri

Con il «No» all’iniziativa è stato scongiurato lo scenario peggiore. Ma l’economia continua a essere sotto pressione. Oltre al cambiamento demografico che riduce il potenziale di manodopera nazionale, l’economia è messa a dura prova anche dalle tensioni geopolitiche e da una situazione mondiale incerta. Per mantenere il benessere e limitare l’immigrazione legata al mercato del lavoro allo stretto necessario, è ora urgente attuare riforme di politica interna. Il potenziale di manodopera inutilizzato – ad esempio quello dei rifugiati, dei lavoratori a tempo parziale o degli anziani – deve essere sfruttato meglio. A tal fine è necessaria la disponibilità dei datori di lavoro, così come una corretta impostazione politica che crei incentivi tali da rendere nuovamente più redditizio il lavoro. Ciò include anche la rinuncia a ulteriori costosi ampliamenti della politica sociale che – finanziati tramite maggiori contributi salariali e/o IVA – comportano un onere aggiuntivo per datori di lavoro, lavoratori e consumi. Questa sarebbe la strada sbagliata. È particolarmente importante evitare incentivi sbagliati che portino a riduzioni delle percentuali di lavoro. La Svizzera deve inoltre affrontare un dibattito onesto sull’età di pensionamento: i costi dell’aumento dell’aspettativa di vita non devono essere scaricati sulle giovani generazioni.

Ulteriori informazioni

  • Roland A. Müller, Direttore,
    Tel. +41 79 220 52 29, [email protected]
  • Daniella Lützelschwab
    Responsabile diritto del lavoro e mercato del lavoro ,
    Tel. +41 79 179 85 78, [email protected]