Politica sociale

La Conferenza di conciliazione insiste su un aumento dei contributi salariali: una proposta inaccettabile

A causa dei rapporti di maggioranza, la Conferenza di conciliazione ha deciso di finanziare la 13ma rendita con una variante mista composta da percentuali dell'IVA (0,4 punti percentuali) e contributi salariali (0,2 punti percentuali) – a tempo indeterminato. Questa proposta è simile alla variante del Consiglio degli Stati ed è stata solo leggermente modificata. Le associazioni mantello dell’economia si oppongono con decisione alla proposta della Conferenza di conciliazione.

Il dibattito sul finanziamento della 13ma rendita AVS è proseguito oggi in sede di Conferenza di conciliazione, composta da 13 membri del Consiglio nazionale e 13 del Consiglio degli Stati. La conferenza ha deciso di proporre una variante mista: i contributi salariali dovrebbero aumentare in modo permanente dello 0,2%, mentre l’IVA dello 0,4%. Questa proposta è quindi simile alla variante del Consiglio degli Stati, con l’unica differenza che i contributi salariali sono stati ridotti di 0,1 punti percentuali.

Era possibile un compromesso per il finanziamento della 13ma rendita AVS: l’economia avrebbe sostenuto un aumento temporaneo dell’IVA per finanziare la 13ma rendita AVS. La Conferenza di conciliazione del Parlamento ha invece optato per un aumento a tempo indeterminato dell’IVA e dei contributi salariali.

L’USI, l’usam ed economiesuisse si oppongono con decisione alla proposta della Conferenza di conciliazione. Come più volte sottolineato nelle ultime settimane, i contributi salariali fanno sì che i lavoratori abbiano meno soldi in tasca a fine mese, frenano l’occupazione e l’offerta di lavoro e hanno un impatto negativo sulla piazza economica svizzera. Ciò è inaccettabile, soprattutto in un periodo di rallentamento economico e di incertezze geopolitiche. Inoltre, la proposta della Conferenza di conciliazione mette incautamente a rischio il patto generazionale, poiché grava eccessivamente sui giovani.

Un aumento temporaneo dell’IVA è di gran lunga preferibile rispetto a contributi salariali più elevati a lungo termine, poiché grava sui consumi anziché sul lavoro, non rende più costose le esportazioni e distorce l’occupazione in misura minore rispetto a contributi salariali aggiuntivi. A lungo termine sono necessarie riforme strutturali per stabilizzare l’AVS.

Le associazioni mantello dell’economia contano sul fatto che la soluzione della Conferenza di conciliazione fallisca nelle Camere. Se i contributi salariali più elevati rimarranno parte del progetto, le tre associazioni mantello dell’economia si riservano espressamente il diritto di combatterli in un referendum.

La 13ma rendita AVS verrà versata anche in caso di rifiuto del progetto, conformemente alla volontà popolare – il finanziamento dovrà quindi essere risolto con una vera riforma strutturale nell’ambito dell’AVS 2030, la cui consultazione è attualmente in corso.

Per ulteriori informazioni

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    Simone Hinnen, Responsabile comunicazione & campagne
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  • econimiesuisse
    Silvan Lipp, Responsabile della comunicazione
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