Sostituire la pratica d’autorizzazione attuale semplicemente segnalando l’impiego di una persona ammessa provvisoriamente in Svizzera o di rifugiati riconosciuti è una misura che merita di essere accolta. Essa elimina dei vincoli amministrativi che ostacolavano finora l’integrazione. Né l’annuncio obbligatorio né i relativi controlli delle condizioni di lavoro e di retribuzione non devono tuttavia tradursi in oneri supplementari per i datori di lavoro.
Attualmente si vocifera che una nuova riforma dell'AVS sarebbe più costosa del progetto di Previdenza vecchiaia 2020 respinto dal popolo. Il presidente della Confederazione Alain Berset è l’istigatore di queste voci largamente diffuse. Ma cosa sta davvero succedendo? Gli imprenditori ricordano alcune cifre.
Per quanto concerne il dossier della riforma delle prestazioni complementari, il Consiglio nazionale ha appena lanciato un segnale forte per un miglior utilizzo delle spese a favore delle persone che ne hanno realmente bisogno. Si è inoltre pronunciato per un’estensione moderata degli affitti massimi presi in considerazione. Non è dunque svanita ogni speranza di una riforma in grado di ridurre la minaccia di un’esplosione dei costi delle PC.
Il Consiglio degli Stati si è nettamente opposto all’iniziativa per l’autodeterminazione e rinuncia pure a un controprogetto. Per gli imprenditori la sua decisione è giudiziosa e importante, poiché in caso di accettazione, l’iniziativa metterebbe particolarmente in pericolo la libera circolazione delle persone con l’UE, che si è rivelata molto positiva.
Il Consiglio nazionale è favorevole all’organizzazione in Svizzera dei Campionati professionali mondiali 2023. Esso intende così garantire il seguito della partecipazione del nostro paese ai Campionati professionali europei. Per questo lancia un segnale a favore di una formazione professionale forte e si dimostra critico verso il Consiglio federale che ha ritirato l’ultima candidatura di «Basilea 2021» per ragioni finanziarie.
L’Unione svizzera degli imprenditori (USI) sostiene gli adattamenti della legge federale sugli assegni familiari. Essi colmano diverse lacune, garantendo in particolare il versamento di assegni per i giovani dall’inizio della loro formazione post-obbligatoria.