Quando il presidente della Confederazione Alain Berset ha presentato le grandi linee della riforma dell’AVS proposta dal Consiglio federale, più di un osservatore ha pensato che si trattasse di un errore. Purtroppo invece, sembra che non si trattasse di…
I datori di lavoro non hanno alcuna intenzione di discriminare le donne, conferma ancora una volta Roland A. Müller, direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori, nel «TalkTäglich» di TeleZüri. Ma la legge, che il Consiglio degli Stati ha recentemente respinto, non fornisce i mezzi giusti per contrastare il divario retributivo tra donne e uomini. Il problema è che le mele vengono confrontate con le pere sulla base di dati che non tengono conto di criteri rilevanti per la retribuzione.
Il Consiglio federale ha precisato l'orientamento della sua politica europea, delineando una via d'uscita per i negoziati attualmente arenati sulla risoluzione delle controversie, che ha incontrato il sostegno dell'Unione svizzera degli imprenditori. L'associazione mantello concorda inoltre con il Consiglio federale sul fatto che la discussione sulla libera circolazione delle persone non debba includere le misure di accompagnamento.
Non vi è altra spiegazione sul motivo per cui, dopo il fallimento della costosissima riforma dell’AVS, il Consiglio federale sta nuovamente cercando di proporre un aumento massiccio dell’IVA a titolo provvisorio.
Il Consiglio nazionale sostiene la richiesta di una valutazione equa e corretta della parità salariale tra uomini e donne nelle imprese che concorrono agli appalti pubblici della Confederazione. Queste ultime devono poter dimostrare con diversi metodi che rispettano questo principio di parità. Una mozione che va in questo senso riprende una richiesta di lunga data dei datori di lavoro.
La commissione dell’economia del Consiglio degli Stati ha proseguito le discussioni concernenti l’adattamento della legge sul lavoro in funzione delle due iniziative parlamentari Keller-Sutter e Graber. Si discute di una certa flessibilità per quanto riguarda la registrazione dell’orario di lavoro e un adeguamento ad altri bisogni del mondo moderno del lavoro. La commissione ha inoltre informato sui prossimi passi.