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Il Consiglio federale ignora la raccomandazione della Commissione LPP e stabilisce un tasso d’interesse minimo eccessivo del 2%

Il Consiglio federale fissa il tasso d’interesse minimo LPP per il 2027 al 2%. In questo modo ignora la raccomandazione della Commissione LPP, che ad agosto aveva proposto un aumento dall’1,25% all’1,75%. Secondo l’Unione svizzera degli imprenditori, un aumento così consistente – il più grande nella storia della LPP – è imprudente. La decisione del Consiglio federale non tiene conto del contesto economico incerto e delle sfide che devono affrontare gli istituti di previdenza legati alla LPP.

Il Consiglio federale aumenta il tasso d’interesse minimo LPP di 0,75 punti percentuali, portandolo al 2%. In un comunicato stampa pubblicato oggi, giustifica questa decisione con la buona performance delle azioni e degli immobili, oltre che con la solida situazione finanziaria degli istituti di previdenza. In questo modo, ignora la raccomandazione della Commissione federale per la previdenza professionale (Commissione LPP), che ad agosto aveva proposto al Consiglio federale un aumento all’1,75%. Anche la Commissione LPP si era basata sull’andamento positivo dei mercati finanziari e sulla situazione finanziaria complessivamente buona degli istituti di previdenza, ma aveva tenuto conto anche delle incertezze dovute ai rischi geopolitici. Sebbene questi rischi non siano affatto diminuiti negli ultimi mesi e le prospettive economiche per il prossimo anno non siano cambiate in modo significativo, il Consiglio federale – peraltro composto da una maggioranza borghese – intende aumentare il tasso d’interesse minimo come mai prima d’ora dall’introduzione della LPP. In questo modo non tiene conto né delle molteplici sfide che devono affrontare i vari istituti di previdenza né delle incertezze geopolitiche. Per gli enti previdenziali vicini alla LPP, che già devono fare i conti con un tasso di conversione troppo alto, il margine di manovra si riduce così drasticamente. I datori di lavoro criticano fortemente questa decisione. Secondo l’Unione svizzera degli imprenditori, sarebbe stato opportuno mantenere il tasso d’interesse minimo o aumentarlo moderatamente a piccoli passi.

Il tasso d’interesse minimo LPP fissato dal Consiglio federale rappresenta un limite minimo previsto dalla legge e riguarda la parte obbligatoria della previdenza. In molti casi, e a seconda delle possibilità degli enti previdenziali, gli averi accumulati vengono remunerati con tassi più elevati: nel 2025 il rendimento reale medio era del 4,6%. Il tasso d’interesse minimo deve però essere sostenibile anche per quegli istituti di previdenza che, a causa della loro struttura e situazione finanziaria, non dispongono di tale margine di manovra e per i quali la priorità assoluta è garantire le prestazioni a lungo termine.

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Barbara Zimmermann-Gerster

Responsabile del settore Politica Sociale e Assicurazioni Sociali

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