Nella scorsa domenica di votazioni si è verificata una grave prima in due comuni. Gli elettori di Zurigo e Winterthur hanno votato a favore di un salario minimo comunale. Con queste decisioni, l'annoso braccio di ferro sui salari minimi entra definitivamente nel vivo.
Un'indagine dell'Università di San Gallo commissionata dall’Unione svizzera degli imprenditori (USI) mostra che il 99,3% delle imprese considerate rispetta la legge sulla parità di genere. Tuttavia, sono necessari altri sforzi per ridurre ulteriormente il divario retributivo tra i sessi.
La votazione sull’imposizione minima dell'OCSE si terrà il 18 giugno 2023. Per le organizzazioni mantello dell'economia e dell'agricoltura è chiaro che le imprese svizzere devono essere messe al riparo da onerose procedure fiscali all'estero e che il gettito fiscale aggiuntivo deve rimanere in Svizzera. Per questo motivo economiesuisse, l’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), l’Unione svizzera degli imprenditori e l’Unione Svizzera dei contadini dicono Sì all'attuazione dell’imposizione minima OCSE.
Stefan Heini assumerà la carica di responsabile della comunicazione all'inizio di luglio. Il professionista della comunicazione passa dal gruppo CH Media all'Unione svizzera degli imprenditori.
L’Unione svizzera degli imprenditori presenta otto misure concrete contro la penuria di manodopera qualificata. Con un aumento del volume di lavoro, ulteriori incentivi per un'occupazione più elevata e una gestione coerente della formazione, potrebbero essere occupati da personale indigeno qualificato decine di migliaia di posti di lavoro.
Nella votazione finale, le due Camere del Parlamento hanno approvato la riforma del secondo pilastro. Questo segna la fine di un iter politico annoso e combattuto, che è stato fortemente influenzato anche dai datori di lavoro. Ora è chiaro: ci possono essere state discussioni sulla via da percorrere, ma gli obiettivi della riforma sono stati raggiunti tutti.