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La Commissione del Consiglio degli Stati punta sulla diversità nella formazione professionale anziché sulla regolamentazione

La commissione competente del Consiglio degli Stati (CSEC-S) continua a puntare sulla libertà contrattuale e sulla flessibilità aziendale per quanto riguarda la regolamentazione delle ferie degli apprendisti. L’Unione svizzera degli imprenditori accoglie con favore questa decisione. I posti di apprendistato attraenti non nascono solo dal numero di settimane di ferie, ma da un pacchetto complessivo che comprende prospettive di sviluppo e condizioni quadro aziendali allettanti. Anziché una regolamentazione legale aggiuntiva, i settori e le aziende possono continuare a offrire quelle soluzioni che meglio rispondono alle esigenze dei propri apprendisti e alle possibilità aziendali.

La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) non ha accolto la richiesta di un’estensione legale del diritto alle ferie nell’ambito dell’apprendistato, sostenendo così la proposta del Consiglio federale. Dal punto di vista dell’Unione svizzera degli imprenditori (USI), la mozione non va abbastanza in profondità: una settimana di ferie in più, da sola, non aumenta l’attrattiva della formazione professionale né migliora la salute mentale degli apprendisti.

I posti di apprendistato attraenti richiedono margine di manovra

I requisiti formativi variano a seconda del settore, dell’azienda e delle esigenze degli apprendisti. L’attuale libertà contrattuale tiene conto di queste differenze e consente soluzioni su misura per le rispettive esigenze. Già oggi le aziende di formazione possono concedere ai propri apprendisti più delle cinque settimane di ferie previste dalla legge. Diversi settori e aziende sfruttano già questo margine di manovra e prevedono regolamenti sulle ferie più generosi. Anche il Consiglio federale fa espressamente riferimento a queste possibilità.

L’attrattiva della formazione professionale non può essere ridotta al numero di settimane di ferie. Indagini condotte in diversi settori dimostrano piuttosto che gli apprendisti hanno esigenze diverse: desiderano, ad esempio, più tempo per studiare in azienda o apprezzano gli eventi aziendali collettivi e le gite di gruppo. Anche gli stress psicologici hanno cause molteplici e non possono essere risolti in modo generico con una settimana di ferie in più. Proprio la formazione in azienda offre ai giovani struttura e integrazione sociale e rafforza l’autoefficacia e l’orgoglio professionale. L’attrattiva della formazione professionale deve quindi essere considerata come un pacchetto complessivo.

Considerare le assenze previste dalla legge in una prospettiva d’insieme

Allo stesso tempo, in Parlamento sono in discussione altri progetti di legge che potrebbero comportare ulteriori assenze dall’azienda di formazione. La modifica del Codice delle obbligazioni relativa al congedo extrascolastico per i giovani, ad esempio, prevede di aumentare il diritto legale per i minori di 30 anni da una a due settimane all’anno. Finora l’USI ha sostenuto in linea di principio questa estensione. Tuttavia, alla luce della settimana di ferie supplementare per gli apprendisti attualmente in discussione, è opportuno considerare congiuntamente gli effetti cumulativi di entrambi i progetti sul periodo di formazione in azienda. L’USI si pronuncia pertanto a favore della sospensione della discussione sull’estensione del congedo giovanile, fino a quando non sarà presa una decisione sulle sei settimane di ferie per gli apprendisti.

Ora spetta al Consiglio degli Stati seguire l’esempio della Commissione per la formazione professionale (CSEC-S) e respingere a sua volta la mozione. Anziché introdurre continuamente nuove norme isolate, la formazione professionale necessita di un margine di manovra sufficiente e di una visione d’insieme sul periodo di formazione in azienda.

La sua persona di contatto

Nicole Meier

Responsabile del settore Educazione e Formazione

nicole.meier@arbeitgeber.ch

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